Il modo più opportuno per una visita al centro storico di Salò (esattamente delimitato dalla Fossa, via Brunati, piazza Carmine, lungolago Giuseppe Zanardelli) è quello di seguire il percorso indicato dalla collocazione delle venti targhe che spiegano origine e denominazione delle contrade del borgo.
Si parte dunque dalla Fossa (piazza Vittorio Emanuele II), previa visita alla vicina chiesa di San Bernardino (iniziata nel 1476) che conserva una pala di Zenon Veronese (1484-1543) e una tela di Andrea Celesti (da Venezia 1637-1712 ca); di fronte il Teatro Comunale (in corso di restauro) costruito come Sociale nel 1873. In Fossa sorge la bella chiesa della Visitazione, iniziata nel 1712 su disegno dell’architetto comasco Antonio Spiazzi (morto verso il 1745) e, nello slargo presso il Banco di Brescia, il vecchio teatro, attivo sino alla metà dell’ottocento (apice in Fossa della contrada dell’Era).
Attraverso l’antica porta dell’orologio, che assunse tale nome dopo i lavori di ristrutturazione del 1769-1772 per installarvi appunto un orologio, si perviene in piazza Angelo Zanelli (scultore di San Felice del Benaco, 1879-1942, cui si devono gli altorilievi dell’Altare della Patria nel Vittoriano di Roma), nella quale prospetta la casa Bersatti, con finestra serliana, ritenuta la più bella fra quelle cinquecentesche di Salò. Da piazza Angelo Zanelli si scende per via Teatro Vecchio sino a via Cavour e, percorrendo vicolo San Giovanni, si ritorna alla piazza Zanelli nella cui estremità verso il centro di Salò sorge la chiesa di San Giovanni Battista, risalente probabilmente al sec. VII e totalmente rimaneggiata nel 1727; conserva due tele di Zenon Veronese raffiguranti la “Decollazione di Giovanni Battista” e “San Martino e le tre Marie”.
Si prosegue in via San Carlo, delimitata da bei palazzi del seicento e, superata la statua del santo patrono di Salò si arriva (notare al n. 17 un palazzo con bassorilievi decorativi alle finestre e al n. 3 la casa De Paoli) a piazza Giuseppe Zanardelli, ornata da una statua di Angelo Zanelli, che ritrae lo statista.
Percorso un tratto della via Mattia Buttutini, con portali secenteschi, si sale a sinistra per il vicolo Stelle sino alla via di Mezzo che, con i contrafforti che nell’alto l’attraversano, costituisce uno dei punti più caratteristici del centro storico. Si procede a destra a si scende per via Conforti sino ad imboccare sulla sinistra il vicolo Amadei (bel palazzo secentesco con fontana d’angolo), che conduce in piazza Sant’Antonio (chiesa del 1646 – tela di G.G. Barbello Cremasco). Al termine meridionale della piazza, oltre via Mattia Butturini, il Palazzo della Magnifica Patria, attualmente sede del Municipio, sotto la cui loggia si trova lo IAT (Informazioni ed accoglienza turistica) e l’esposizione permanente di “strumenti antichi per la rilevazione sismica e meteorologica”. Nella sala consiliare si conservano l’Archivio d’antico regime del Comune di Salò (1431-1805) e l’Archivio della Magnifica Patria (1339-1800). Sul soffitto della sala vi è una grande tela (1617) di Giovanni Andrea Bertanza (da Padenghe o da Gavazzo, notizie dal 1604 al 1630), raffigurante Cristo in gloria con i Santi Marco e Carlo, angelo reggi stemma e il Benaco; nella stessa sala, busto di Gasparo da Salò inventore del violino, opera (1906) di Angelo Zanelli. Di questa scultura, Gabriele D’Annunzio disse: “E’ opera veramente musicale, non ne ricordo altre di scalpello che trasmettano così chiaramente il senso dell’armonia: non si sa se stia aprendo il petto per trarne il violino, o se stia aprendo il violino per mettervi il cuore”.
Altre tele di pittori rivieraschi dei secc. XVII-XVIII si conservano in Municipio, il soffitto dello scalone d’onore è ornato dall’affresco ”Gloria della Magnifica Patria” (1906, recentemente restaurato) del salodiano Angelo Landi (1879-1944). In piazza della Vittoria, confinante con il Municipio, si trova il monumento ai Caduti, altra opera di Angelo Zanelli. Dalla piazza si imbocca via Gerolamo Fantoni (al n. 27 palazzo cinquecentesco su resti del trecento) e dalla via Gioachino Scaino si scende a destra in piazza del Duomo. L’antica pieve di Santa Maria (ora Santa Maria Annunziata, guida breve reperibile in sacrestia) fu riedificata nel 1453, nello stesso luogo e in stile tardo gotico (le cappelle delle navate furono imposte da San Carlo Borromeo), su progetto di Filippo delle Vacche da Caravaggio (notizie 1452-1484). Già dal secolo
scorso viene denominata Duomo ed è il più insigne monumento della città; la facciata incompiuta presenta un bel portale rinascimentale; l’interno è ricco di notevoli opere d’arte fra le quali: un polittico di Guglielmo Veneziano (notizie 1333-1362), il Crocifisso ligneo di Giovanni Teutonico (notizie 1449-1481), l’ancona gotica di Bartolomeo di Isola Dovarese (notizie 1473-1479) con le statue lignee del milanese Pietro Bussolo (notizie 1475-1521), tele di Zenon Veronese, Romanino (da Brescia, 1486-15619, affreschi di G.B. Trotti (detto il Molosso, 1545-1599), Palma il Giovane da Venezia, 1544-1628), Andrea Celesti; l’organo del 1546 è opera del grande organaro bresciano Gian Giacomo Antenati.
Da vicolo del Campanile si ha visione di una bifora cinquecentesca della canonica prima di ritornare in via Gerolamo Fantoni. Al n. 49 si trova palazzo Fantoni, con facciata del XVI sec., in cui hanno sede l’Ateneo di Salò (diretta continuazione dell’Accademia degli Unanimi istituita nel 1564, archivio ricco di antichi manoscritti, biblioteca preziosa di incunaboli e cinquecentine), il Museo Storico del nastro Azzurro (museo militare ricco di cimeli dall’epoca napoleonica alla seconda guerra mondiale), il Museo Civico Archeologico, la Biblioteca Civica, l’Associazione Storico Archeologica della Riviera.
Dallo stesso palazzo si accede al fondaco dell’ospedale settecentesco (ora palazzo Coen) adibito a spazio espositivo e sede della Civica Raccolta del Disegno, istituita nel 1983 e ricca di oltre 500 opere dei più importanti autori contemporanei: R. Romani, D. Gnoli, A. Basaldella, F. Francese, A. Boetti, G. Turcato, T. Zancanaro, M. Schifano, P. Dorazio, A. Forgiali, P. Gruccione, Guidi, G. Meloni, F. Melotti, P. Pascali, C. Pozzati, B. Romagnoli, N. Valentini, C. Verna, M. Sironi, L. Fontana, F. de Pisis. Proseguendo lungo via Gerolamo Fantoni, al n. 88 una casa cinquecentesca successivamente rimaneggiata. Usciti dalla porta del Carmine, si volge a destra e si percorre il lungolago sino allo slargo sul quale si affaccia l’abside del Duomo, dove si trova una lapide a ricordo della partenza (da quello che qui era il porto delle Gazzere) di cento Rivieraschi per la guerra contro i Turchi, che portò alla trionfale vittoria di Lepanto (1571).